La Bouche de Fer

Erich Mühsam

lunedì 30 agosto 2010 di labouchedefer

Triste paradosso per Erich Mühsam quello di essere ad un tempo lo scrittore anarchico più mal conosciuti e uno dei più controversi! Il più mal conosciuto, perché la sua opera non è stata oggetto di nessun vero studio [1]. Anche negli ambienti germanisti, ci si accontenta di evocare i suoi legami con degli autori espressionisti ed è tutto. Uno dei più controversi nel movimento anarchico perché i suoi molteplici errori (riconosciuti ogni volta tuttavia) non hanno mancato di suscitare diffidenza, anzi ostilità, verso un militante che ha finito per apparire come un criptocomunista.

Oggi, importa stabilire la verità e ricordare che la sua opera sia letteraria (poesia, teatro, saggistica) che politica non è trascurabile. Sino ad oggi non esisteva che un opuscolo di Roland Lewin su Mühsam [2]. Le Editions Partage Noir riprendono la fiaccola e cercheranno di far scoprire i suoi scritti. Questo lavoro di ampio respiro non può mancare di un richiamo storico.

Erich Mühsam nasce a Berlino il 6 aprile 1878 ma passa tutta la sua infanzia a Lubecca. Suo padre è un farmacista, membro della piccola borghesia ebraica. Sigmund Mühsam vuole dare a suo figlio un’educazione molto autoritaria contro la quale il giovane Erich non tarda a rivoltarsi, non apprezzando né i colpi né i progetti paterni. Quest’ultimo apprende con orrore che suo figlio vuole diventare poeta!

A dieci anni, Mühsam è inviato al liceo di Lubecca, dove subisce lo stesso autoritarismo che a casa sua. La sua natura ribelle gli vale numerose punizioni. Nel gennaio 1986, invia un articolo non firmato al Lübecker Volksboten, il foglio socialdemocratico locale. Denuncia le pratiche dittatoriali dei professori. Questo testo provoca uno scandalo e quando Mühsam è smascherato, lo si espelle dalla scuola per «attività socialiste». Finalmente, Mühsam ottiene i suoi diplomi in un’altra scuola.

I talenti letterari di Mühsam sono estremamente precoci; a undici anni scrive delle favole e a sedici guadagna del denaro grazie ai suoi versi satirici. Suo padre vuole costringerlo a seguire degli studi di farmacia ma Erich Mühsam li abbandona molto presto, il che provoca una rottura con suo padre. Giunge a Berlino nel 1900 e frequenta gli ambienti letterari lavorando nel contempo in una fabbrica di prodotti chimici.

Heinrich Hart l’invita a far parte del circolo Neue Gemeinschaft (Nuova Comunità) che raggruppa dei giovani autori provenienti da ambienti molto borghesi ma politicizzati e sostenitori di una vita comunitaria. Tra i suoi membri figurano Peter Hille, Wilhelm Bölsche, Martin Buber e Gustav Landauer. Quest’ultimo e Mühsam si accorgono molto presto che se alcune questioni materiali sono regolate in comune (ad esempio la cucina), lo spirito collettivo si limita soprattutto a discutere. È per questo che lasciano il circolo. L’influenza di Landauer è decisiva su Mühsam che scopre grazie a lui gli scritti anarchici, ammirando soprattutto Bakunin, Mühsam scriverà più tardi: «Ero anarchico prima ancora di sapere cosa fosse l’anarchia…»

A quest’epoca, Mühsam invia numerosi articoli a giornali come Der freie Arbeiter (organo della Federazione anarchica tedesca), Der Anarchist e soprattutto Kampf, rivista di un militante anarchico ingiustamente dimenticato: Senna Hoy, il cui vero nome era Johannes Holzmann, egli fa di Kampf una rivista dalla tiratura importante per l’epoca: 10.000 copie nel 1905 [3].

Mühsam edita anche un foglio: Der arme Teufel [Il povero Diavolo], e collabora a diversi piccoli giornali. Diventa molto noto nella bohème e l’ambiente dei cabaret letterari. È anche il creatore di uno di essi: «»Cabaret zum Peter Hille«, chiamato così in omaggio ad uno dei membri della Neue Gemeinschaft morto da poco. La polizia considera Mühsam come un pericoloso agitatore e lo sorveglia costantemente. Tra 1904 e 1907, viaggia attraverso l’Europa, in Italia, in Svizzera in cui fraternizza con Fritz Brupbacher, il biografo di Bakunin, in Austria ed infine in Francia. Qui egli frequenta i cabaret del»Lapin Agile«e del»Chat Noir" spesso animati da cantautori libertari. Mühsam incontra l’antimilitarista Gustave Hervé, l’anarchico James Guillaume ed anziani comunardi. Prende anche la parola durante gli incontri del club anarchico tedesco di Parigi.

Al suo ritorno, Mühsam si radicalizza ancora nei suoi articoli pubblicati in Der freie Arbeiter e nel suo supplemento mensile Generalstriek (Sciopero Generale). Lancia appelli alla lotta antimilitarista, suggerendo anche durante il congresso anarchico di Amsetrdam nel 1907 la disobbedienza civile ed il rifiuto di pagare l’imposta per l’esercito. Allo stesso tempo sprona lo sciopero generale, allora molto in voga. Per un volantino su quest’argomento, è arrestato e condannato a 500 marchi di multa, per aver «incitato all’odio di classe ed istigato al non rispetto della legge».

Nel novembre del 1908, Mühsam si trasferisce a Monaco dove si è installata la bohème letteraria. La città diventa il rifugio di numerosi scrittori contestatori ed anche di rivoluzionari russi fuggiti dal loro paese nel 1905. Questo «crogiolo» sovversivo ha la sua importanza, perché spiega il ruolo di Monaco nella rivoluzione tedesca del 1918. Nel 1908, Landauer ha appena creato il Sozialistischer Bund, federazione di quindici gruppi uniti dalle teorie originali di questo militante (Landauer è un po’ l’antenato del movimento alternativo ma sempre collegato ad un progetto rivoluzionario). Mühsam fonda un gruppo locale a Monaco che prende il nome di Tat (Azione). Ma questo genere di iniziativa è molto contestato nell’anarchismo. Gli operai anarco-sindacalisti criticano l’elitismo e le teorie troppo intellettuali di Landauer. In quanto a Mühsam, egli si distacca a poco a poco da Landauer sul piano della teoria, per rivendicarsi all’anarcosindacalismo.

Mühsam tenta di darsi una base rivoluzionaria incentrando la sua propaganda verso il sottoproletariato, giudicato molto potenziale da Bakunin ai suoi tempi. Durante un meeting anarchico, nel 1910, Mühsam è accusato da un compagno di raccogliere i vagabondi ed i pilastri delle bettole nel gruppo Tat. Mühsam risponde che è un’esagerazione pur confermando il suo rispetto per i nullatenenti. Nel giornale Der Sozialist del 1° agosto 1909, scriveva: «Tra questi uomini le cui attitudini e la vita hanno fatto dei ribelli, (…) non dovremmo trovare degli uomini che siano dei nostri, degli uomini il cui istinto di distruzione non è che l’espressione confusa di un desiderio positivo di agire…» [4].

Nel frattempo Mühsam è arrestato alcune volte, ma riesce a farsi liberare a causa di prove flagranti da una «cospirazione». Tuttavia le accuse colpiscono il gruppo Tat. La stampa (compresa quella dei socialdemocratici) si accanisce contro Mühsam, incolpandolo di tutti i crimini. Malgrado ciò, egli lancia un nuovo giornale: Kaïn, «giornale dell’Umanità». Egli vi critica violentemente le autorità e difende degli autori vittime della censura come Frank Wedekind. Kaïn raggiungerà una tiratura di 3.000 copie. Mühsam ne farà uscire 40 numeri dall’aprile 1911 al giugno 1914, poi di nuovo 13 numeri dal novembre 1918 all’aprile 1919.

Quando scoppia la guerra nel 1914, alcuni anarchici, purtroppo prestigiosi come Kropotkon, prendono posizione a favore degli alleati dell’Intesa, mentre la maggioranza del movimento resta antimilitarista. Mühsam commette l’errore di seguire i primi. Ben presto, i suoi vecchi amici come Landauer, Brupbacher o il redattore del gioranel Die Aktion, Franz Pfemfert, lo mettono all’indice in quanto nazionalista. Ma Mühsam si accorge del suo errore (dovuto all’influenza della sua amica secondo il suo dire) e si dedica nella lotta contro la guerra, il che lo riconcilia con i suoi compagni.

Considerando che gli anarchici non avevano un grande peso da soli, Mühsam raggiunge l’Illegalen Aktion Bunde che raggruppa dei socialisti come Karl Liebknecht o Kurt Eisner, quest’ultima dando una linea molto moderata alla lega. Tenta anche nel 1916, senza grande successo, di creare una corrente pacifista con delle personalità come lo scrittore Heinrich Mann o il professore «Lujo» Brentano. Il 17 giugno 1916, Mühsam partecipa ad una manifestazione contro la fame.

Nel gennaio del 1918, uno sciopero delle fabbriche di Monaco permette a Mühsam di parlare davanti a 100.000 lavoratori e di chiamarli allo sciopero generale. Per sbarazzarsi di lui, le autorità gli impongono un servizio civile, che egli rifiuta. Arrestato per insubordinazione, è liberato il 5 novembre 1918, poco prima della Rivoluzione tedesca.

Mühsam svolge un ruolo essenziale nella radicalizzazione dei consigli operai di Baviera creati dopo la aduta della monarchia bavarese [5]. Il 6 aprile 1919, la Repubblica dei consigli di Baviera è proclamata contro la soluzione parlamentare dei socialdemocratici. Gli anarchici vi svolgono un ruolo preponderante, ma il 13 aprile un tentativo di putsch della guarnigione di Monaco provoca l’arresto di molti responsabili tra cui Mühsam. Sono fatti prigionieri prima che gli operai, che hanno riconquistato la città, abbiano potuto opporvisi. Mühsam è detenuto alla prigione di Ansbach, mentre i comunisti dominano Monaco accerchiati dalla controrivoluzione. Dopo la repressione, Mühsam è condannato a quindici anni di fortezza, a Niederschöenfeld. Le condizioni di detenzione sono tali che numerosi giornalisti come Kurt Tucholsky protestano [6].

Mühsam scrive molto in prigionia: delle poesie, un’opera teatrale sugli avvenimenti, Judas, un omaggio a Landauer assassinato durante la repressione dei consigli di Baviera e le sue memorie parziali destinate a Lenin, Von Eisner bis Leviné. Die Entstehung der bayerrischen Republik. Gravemente ammalato aderisce al partito comunista nel settembre del 1919. Questa adesione, che non dura che quindici giorni, è tuttavia sfruttata dall’Internazionale comunista che vuole farne un esempio malgrado il ripensamento quasi immediato di Mühsam [7].

Le autorità, desiderose di amnistiare Hitler detenuto dopo il suo putsch fallito a Monaco nel 1923, liberano alla stessa occasione i membri dei consigli di Baviera a partire dal dicembre del 1924. Mühsam è accolto da migliaia di operai all astazione di Berlino. Nell’ottobre del 1926, fonda la rivista Fanal che, sino al luglio del 1931, conterà 58 numeri. Pubblica anche numerose opere, tra cui una riflessione sul sistema dei consigli: Die Befreiung der Gesellschaft vom Staat (La società liberata dalla Stato), e numerosi studi sulla cultura tedesca [8]. Le attività di Mühsam sono intense: campagna per Sacco et Vanzetti, sostegno Durruti ed agli altri anarchici spagnoli in esilio.

È anche un attento osservatore dell’ascesa del nazismo e tenta di creare un ampio fronte antifascista, il che resta senza effetto se non di essere utilizzato dai comunisti (Mühsam effettierà un passaggio al Soccorso rosso) e di essere designato dai nazisti come nemico prioritario. Goebbels lo chiama «quel porco di ebreo rosso). Il giornale dei nazisti pubblica in prima pagina tre fotografie, quelle di Rosa Luxembourg, di Karl Liebknecht e di Mühsam, con, sotto la sua, la didascalia:»Il solo traditore del gruppo che non sia stato giustiziato". Malgrado queste minacce, Mühsam non si preoccupa dell’avvento al potere dei nazisti. Il 20 febbraio 1933, dirige il primo incontro degli artisti antifascisti di Berlino, con il suo amico Carl Von Ossietzky. Consigliato dai suoi amici di fuggire, si reca al proprio appartamento per prendere le sue carte durante la notte dell’incendio del Reichstag (27-28 febbraio 1933). È là che la polizia lo arresta alle 5 del mattino.

Deportato al campo di Oranienburg, Mühsam resiste alle provocazioni dei guardiani, che ceracno di spingerlo ésiste aux provocations des gardiens, che cercano di provocarlo allo scopo di abbatterlo (quando gli si chiede di cantare «Deutschland über alles», intona l’Internazionale!). Infine, approfittando del bagno di sangue della Notte dei lunghi coltelli- che non riguarda che le SA —, i nazisti lo impiccano nella notte tra il 9 ed il 10 luglio del 1934 [9].

Dopo l’arresto di Mühsam, sua moglie si reca a Praga portandosi i suoi archivi. Invitata ad andare in URSS, Zensl Mühsam è arrestata nel corso di un soggiorno a Mosca nel 1936 e deportata in Siberia. Dopo cinque anni di lavori forzati, è trasferita di città in città sino a Novosibirsk, poi da qui trasferita a Mosca. Dal 1947 al 1955, Zensl Mühsam lavora in un’istituzione per bambini. Durante la destalinizzazione, è autorizzata a trasferirsi a Berlino Est. Molto indebolita dal suo soggiorno nei lager, Zensl Mühsam è utilizzata dal regime della RDT ed esibita nella cerimonie ufficiali. La morte pone fine al suo calvario il 10 marzo 1962 [10].

L’opera dell’anarchico tedesco è ben conosciuta dagli eruditi e dai germanisti. Vi è qui un ’opera di ostracismo dovuta a dell eragioni probabilmente politiche.

[Traduzione di Ario Libert]

[1] Ma i lavori sono in corso. Vedere Françoise Muller: Erich Mühsam, un écrivain libertaire contre le fascisme [Erich Mühsam, uno scrittore libertario contro il fascismo], in: «Nazisme et anti-nazisme dans la littérature et l’art allemands», opera collettiva, Presses universitaires de Lille, Lille, 1986, pp. 145-157.

[2] Roland Lewin, Erich Mühsam 1878-1934, supplemento a «Monde libertaire» n°143 di giugno 1968.

[3] Johannes Holzmann (1884-1914), un vecchio istitutore molto legato a Mühsam, edita verso il 1904-1905, in Svizzera, la rivista Der Weckruf (Il Risveglio). Muore in prigione in Russia.

[4] Vedere le memorie di un vecchio membro del gruppo Tat, Franz Jung Der Weg nach unten, edizione Luchterhand, RFA, 1972. Vedere anche Françoise Muller: Le groupe Tat: essai d’éducation populaire par des artistes et écrivains de Munich in: «Education populaire: objectif d’hier et d’aujourd’hui», opera collettiva, Presses universitaires de Lille, Lille, 1987, pp. 131-138.

[5] Per maggiori dettagli, vedere: 1919, la République des conseils de Bavière, Collectif Partage Noir.

[6] Su questo soggetto, vedere le memorie di un altro protagonista dei consigli di Baviera, Ernst Toller: Une jeunesse en Allemagne, edizioni L’Age d’homme, Losanna, 1974.

[7] Il testo di allineamento è stato pubblicato in francese nel Bulletin communiste n°21 del 22 luglio 1920.

[8] Il lettore farà riferimento con profitto alla bibliografia stabilita da Wolfgang Haug, nel suo studio: Ich bin verdammt zu warten in einem Bürgergarten, edizioni Luchterhand, RFT, 1983.

[9] Manès Sperber rievoca la tragica fine di Mühsam nella sua trilogia romanzesca, Il roveto in cenere, Mondadori, Milano, 1954.

[10] Rudolf Rocker aveva denunciato la sorte riservata a Zensl Mühsam nel suo libro Der Leidensweg von Zensl Mühsam (1949). Le carte di Erich Müsahm sono a Mosca, ma gli archivi dell’ex RDT ne detengono una copia.


Home page | Contatti | Mappa del sito | | Statistiche delle visite | visite: 115262

Monitorare l'attività del sito it_fem  Monitorare l'attività del sito La Bocca di Ferro   ?

Sito realizzato con SPIP 2.0.8 + AHUNTSIC

Creative Commons License